A chi piace la Tatangelo?

La domanda è semplice, a chi piace la Tatangelo? alzate le mani e fatevi vedere, alzatele di più che non vi vedo bene, forza non siate timidi, forse vi vergognate di dire che vi piace la Tatangelo? Non indossereste con orgoglio una magliettina con la sua foto e la scritta Anna I love You? Nessun volontario per provarla in diretta?
Va beh parliamoci chiaro, la Tatangelo non piace, non so se non piace più per il personaggio o per il percorso discografico intrapreso e non so neanche se le cose siano poi effettivamente distinte, fatto sta che sta Tatangelo è dura da digerire.
Parliamo di Xfactor, il palco che ha già ridato lustro al ben più meritevole, enigmatico e autorevole Morgan (lo ascolto sempre con infinito piacere) mettendolo al centro di critiche, pettegolezzi e illuminandolo con la luce fioca dei riflettori gossippari che nulla hanno a che vedere con il suo indiscusso talento ma... vendono, e tutto sommato possono essere visti come una marchetta accettabile.
Dunque la Tatangelo avrebbe deciso di ripercorrere il tortuoso percorso di Morgan per salire alla ribalta delle cronache e riproporsi in una veste nuova, rinnovata, quella di donna finalmente grande, cresicuta, madre addirittura, e non solo la lolita compiacente del ben più maturo e famoso Gigi D'Alessio, suo mentore e mecenate, l'uomo che l'ha scelta, alla tenera età di 18 anni, accantonando le responsabilità famigliari e gli impegni precedentemente assunti con la moglie e i figli per rinascere in un nuovo amore, in una nuova vita e giovinezza con lei.

Uomini, donne e cocaina

Diciamoci la verità, tutti ci siamo chiesti, almeno una volta, se il pubblico di uomini e donne fosse un pubblico pagato, pagante o di che cosa vivesse perchè se queste casalinghe impertinenti hanno tanto tempo libero per legiferare su microvip del momento troppo le casalinghe non lo fanno eppure d'aria non paiono vivere affatto. Belle e pasciute, eleganti e sempre acconciate alla perfezione, ma di che vivono ste donne?
Vivono di rendita? Sono tutte mogli di milionari che si fregiano del titolo di casalinga pur non sapendo nenche di che materia sia fatta una spugnetta per i piatti? Donne separate con maxiassegni di mantenimento strappati con la stessa verage grinta con cui sono pronte a divorarsi il tronista e la pulzella di turno?

Laura Antonelli, da indecente a indigente

Laura Antonelli, personaggio che deve la sua fama a molti film e bmovie degli anni  70, quando le altre donne  continuavano a lottare per ottenere parità sessuale  ed economica (non ancora raggiunta oggi) e a sdoganarsi dal ruolo di "femmina" dedita alla casa, ai figli e al letto nuziale, lei interpretava la femme fatale  sfoderando certo una sensualità molto intrigante ma molto accondiscendente e ben poco di aiuto per la causa femminile. Certo non le si  può fare una colpa di avere valorizzato le proprie grazie incassando profumatamente, cosa che fanno in molte con meno doti artistiche e risultati ben più modesti, ma da li a vederla come una mesta perpetua che si dichiara "non interessata alla vita terrena" ce ne vuole...
Non si può negare che la sua vita sia stata movimentata, oltre all'intensa produzione cinematografica che l'ha vista raggiungere cachet niente male, parliamo per esempio dei vecchi 100 milioni di lire nel 1973 per film, e di film ne ha girati proprio tanti... è salita alla ribalta della cronaca per aspetti della vita personale meno idilliaci, come l'arresto per detenzione di droga nel 1991 e poi il drammatico deturpamento del volto per via di una reazione allergica ascritta dall'attrice all'uso del collagene, voluto dal produttore del remake di malizia del 2000 per nascondere i segni del tempo sul suo volto.
La richiesta di risarcimento danni di 30 miliardi di lire viene sfumata con la sentenza del giudice che proscioglie il chirurgo plastico dalle accuse mosse, gli avvocati della Antonelli non mollano però e chiedono allo Stato Italiano un risarcimento per rifondere la Antonelli dei danni psicolocigi subiti nel lungo processo per droga e spuntano 10.000 euro di incasso, ai quali si aggiungeranno i 108 mila euro  ottenuti  dalla corte di appello di Perugia per i danni di immagine e di salute. In pratica lo Stato (noi) ha (abbiamo)  pagato a Laura Antonelli 120.000 euro perchè nonostante in casa sua si fossero trovati 30 grammi di cocaina e nonostante lei ne facesse uso-abuso, questo dettaglio non doveva ledere la sua immagine e turbare la sua fragilità emotiva.
Ora il colpo di grazia ce lo da Lino Banfi: in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera e indirizzata nientepopòdimeno che a Silvio Berlusconi e a Sandro Bondi, Ministro dei Beni Culturali, l'attore pugliese chiede per l'amica l'applicazione della legge Bacchelli a sostegno della precarietà economica con cui l'attrice convive facendo i conti con una pensione da 500 euro al mese.
Probabilmente mosso da un buonismo pruriginoso Lino Banfi chiede di avere pietà per la povera attrice in quanto sua amica, lui stesso ammette che nonostante siano molte le famiglie a dover convivere con problemi economici simili, la storia di Laura Antonelli è diversa e merita una maggiore attenzione perchè lo tocca da vicino...tanto da voler smuovere le acque, cosa che del resto a Lino Banfi non è costata nulla in termini di soldoni e gli  ha anche regalato un momento di popolarità (vuoi non invitare il promotore di una richiesta tanto accorata nei salottini bene della tv italiana per perorare la sua causa o semplicemente per scalpitare ancora un po' sul  polverone che questa lettera ha smosso?). La beneficienza, se la si fa, si fa in silenzio e la fa chi se la può permettere, imporre ad uno stato già in ginocchio che ha già rimborsato l'attrice per avere detto a tutti che faceva uso di droga e chiedere il riconoscimento di un vitalizio  concepito come sostegno per chi all'arte ha dato un contributo determinante e non solo come modella di nudo per pellicole osè è sembrato un po' troppo, i mormorii e la naturale compassione che viene sollevata nel confronto della povertà di chiunque fa storcere il naso di fronte a queste richieste provenienti da un pulpito rivestito pure lui di una credibilità recente e che ha trasformato lo stesso Banfi da arrapato patologico a tranquillo nonno di famiglia grazie all'ennesima finzione televisiva. Si gioca, si gioca con i ruoli, si confonde la realtà con la fantasia, si perdono di vista le cose reali e concrete e si perde, probabilmente, anche il senso del denaro avendone troppo a disposizoine e non pensando che un giorno potrà finire.
Ecco un'esempio dell'Arte di Laura Antonelli...

Sandra Milo, debole, forte o solo furba?

Anche chi non ha seguito più di tanto l'Isola dei famosi, la cui serata finale sta andando in onda in questo momento, ha visto e subito la presenza di Sandra Milo. Apparsa come un miraggio sull'isola dei disperati, in splendida forma data la sua età avanzata (non raccontiamoci storie, ha 77 anni) la Milo si è distinta per quel suo carattere ambiguo ed ipocrita. Forte tra i forti, spietata con i deboli, ha saputo strumentalizzare la situazione e giocare abilmente sfruttando il suo ruolo di donna apparentemente inoffensiva, sorridente e disponibile all'apparenza, arida e corruttrice nell'animo.
E già, come dimenticare quel commovente elogio alla senilità, al valore dell'età, quel ricordo della nonna e poi della madre che ha tenuto con se, nonostante gli impegni, il lavoro e i figli, per non  abbandonarle a quel destino di solitudine e di povertà che sembra imperare nella società moderna... per il rispetto di quei valori morali che le sono stati trasmessi da un'epoca sicuramente diversa...
E l'Italia si commuove. Si commuove perchè non ricorda, non immagina, non sa, non sospetta che

Raffaella umana? evviva Raffaella!!!

E dai, inutile negarlo, quella foto che è comparsa in rete l'abbiamo vista tutti e tutti abbiamo strabuzzato gli occhi per cercare i lineamenti della Carrà dentro il viso di un'estranea. Occhiali anonimi, viso corrugato in un'espressione curiosa, certo non era in posa, stava parlando, capelli un po' sparati ma soprattutto lunghi e bianchi più che biondi, insomma, quella fotto ha imbarazzato... ma perchè? Forse la Carrà, diva d'eccellenza da tempi immemori, non può permettersi un minuto di normalità, per uscire tra l'altro a fare la spesa dal pescivendolo senza troppo curarsi dell'abbigliamento, del trucco, dell'acconciatura...
Evviva la Carrà che è umana!
Questa foto è meravigliosa, cara Raffaella, perchè mostra non tanto l'artificio di un trucco perfetto che diventa una maschera quando sostituisce la pelle ma perchè mostra la vita, la vita normale di una persona che da sempre vive sotto i riflettori e che nonostante le continue pressioni conduce la vita di una donna normale, ama, soffre, parla, cucina, vive insomma!

Chi di foto ferisce...

Quante ne ha combinate Fabrizio Corona con i suoi scatti proibiti, voci di ricatti, vere o smentite chi lo sa e lo saprà mai, calciatori, party, modelle, festini e chi più ne ha più ne metta, certo che dopo tutte le liti che avrà causato in case altrui... questa volta è toccata a lui.
Galeotta fu la foto, e già, chi l'avrebbe detto che chi di foto ferisce di foto perisce, eppure proprio quegli scatti sensuali che l'hanno visto protagonista di attimi di passione immaginaria... hanno scatenato le ire della compagna, Belen Rodriguez, fino a causarne quasi  la rottura.
Le foto incriminate ritraggono Corona, a petto nudo, vicino (molto vicino a dire la verità) ad una sensuale e svestitissima Francesca Fioretti. La Fioretti, per chi non la conoscesse, era una delle protagoniste del grande fratello 9, forse offuscata

Separazione in casa Berry

La bella Halle Berry, attrice pluripremmiata e pluripagata del jetset americano e il compagno Gabriel Aubry hanno detto la parola fine alla loro storia d'amore, durata 4 anni e da cui è nata anche una bambina.
Le storie d'amore, si sa , non sono eterne, nella vita cambiano le circostanze, le persone, i sentimenti, insomma, capita che ci si lasci, loro lo hanno fatto con molta civiltà, rispettando sempre la controparte e mantenendo un rapporto affettuoso e amichevole, fondamentale presupposto, del resto, per proseguire l'intricarsi di relazioni familiari che li legherà comunque per tutta la vita data la figlia.